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nov 07
2007
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Vogliamo un dittatoreScritto da Principe in myblog |
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Vogliamo un dittatore!
- o la 3a guerra mondiale -
"Gli uomini non cambiano"
cantava Mia Martini ... mai come oggi questo assunto calza a pennello con la mentalità dell'italiano medio, specie dell'italiano politico o imprenditore o comunque appartenente ad una delle mille caste e lobby che dominano e bloccano questo Paese. Gente che non cambia e non cambierà mai.
Cosa già urlata anni fa, durante il funerale in chiesa, dalla vedova di un uomo perbene ucciso dalla mafia: "...ma loro non cambiano... non vogliono cambiare".
"Loro non possono cambiare" aggiungo io (e non mi riferisco solo alla mafia) "per non perdere i privilegi e i punti di vantaggio che hanno maturato, peraltro senza alcun merito, nei confronti di tutti gli altri italiani più o meno anonimi e impotenti ... che sono poi il 95% !!!"
Già... loro non cambiano mai! E mai cambieranno! Non ci pensano proprio a cambiare!
Allora non c'è soluzione... non abbiamo nessuna speranza di rinnovare questo Paese e dargli quel volto realmente democratico che non ha mai avuto a causa della dilagante corruzione, la tangente usata come strumento preferenziale per concludere affari e stipulare accordi politici ed economici?
E non c'è quindi nessuna speranza nemmeno per ridare al volto della gente un aspetto umano, restituirgli la consapevolezza che è solo di passaggio in questo mondo, fargli riscoprire la stima di sè stesso e il rispetto per tutto ciò che gli vive intorno?
E non c'è verso quindi di fargli capire che la deresponsabilizzazione di massa è un crimine verso sé stessi, i propri ideali, i propri sogni, le proprie aspettative. E uccide in ultimo la vera democrazia?
Davvero siamo tutti fregati... e senza via d'uscita?
Forse sì ... ma una cosa la possiamo ancora fare noi anonimi e impotenti (nel senso del potere).
E mi rivolgo a tutti coloro che vogliono davvero che le cose cambino, e in fretta, in Italia.
Dobbiamo darci da fare e trovare subito un DITTATORE, uno tosto e con le idee chiare, per consegnargli le chiavi del Paese. Uno che non si faccia scrupoli nell'azzerare e distruggere tutte le caste, le lobby e gli immeritati privilegi. Uno che azzeri la Costituzione e ne faccia una nuova. Uno che azzeri l'enorme numero di leggi e faccia nuovi codici "civile e penale" chiari e semplici.
Uno che sbatta in galera, e gli tagli la testa, senza mezzi termini tutti coloro che per decenni hanno indebitamente sottratto risorse al Popolo Italiano. Uno che ripristini la pena di morte per l'omicidio. Uno che chiuda le frontiere, usando anche le armi, a tutti gli indesiderati e ai clandestini.
Solo un freddo e sanguinario Dittatore può salvarci e farci riscoprire il valore dell'amore, della tolleranza, della solidarietà, dell'onestà e della pubblica comunione, la giusta condivisione di mezzi e risorse pubbliche e personali. Stiamo diventando tutti delle bestie sopraffatte dall'egoismo... anzi, per molti di noi sono le bestie ad offendersi per il paragone.
Solo una nuova, terribile sofferenza ci restituirà il buon senso e l'umiltà.
E quando riscopriremo il potere del dolore e cosa abbiamo stupidamente perso in passato, ci daremo tutti un gran da fare per spodestare il Dittatore e ricostruire una democrazia meritevole del nome.
Solo il Dolore e un nuovo spirito di Ricostruzione ci ricondurrà tutti sui binari della normalità!
La seconda alternativa, e mi rivolgo sempre a tutti coloro che intendono davvero cambiare questo Paese, è darci tutti da fare per scatenare una nuova, terribile e disastrosa guerra mondiale:
La Terza Guerra Mondiale!
È fisiologico, questo Paese ha bisogno di dolore e di terribili disastri per cambiare e ricordarsi di essere umano. E solo l'uso della forza lo costringerà a cambiare se davvero vuole salvare sé stesso e tutto il possibile per lui e la sua famiglia.
L'Italia non è mai stata unita, coesa e felice come nel dopoguerra... gli anni 50/60 ... quelli della ricostruzione.
C'era entusiasmo, voglia di fare, creare, inventare, costruire, scoprire, creare lavoro e opportunità...c'era fratellanza e grande rispetto per la vita... per la propria e quella altrui.
L'intera Nazione era pervasa da un sentimento comunitario senza precedenti... il condividere tutto, l'unire le forze e muoversi tutti nella stessa direzione era la parola d'ordine, lo scopo di ogni vita.
E c'era il rispetto, l'amore per la cosa pubblica e privata e la capacità di apprezzare le cose!
Credetemi,
abbiamo solo queste due soluzioni per cambiare davvero direzione e stare meglio in futuro.
Bisogna passare dal dire al fare. Troppa gente dice... e non fa mai quello che dice!
Meglio dire che non fa mai nulla che possa minimamente compromettere i propri interessi e quelli degli amici, dei parenti o di tutti gli appartenenti alla propria casta/lobby.
L'ideale sarebbe il trovare un bel Sarkozy ... ma molto più duro, deciso e spietato.
Diamoci da fare... troviamolo e mandiamolo subito al potere.
Ne abbiamo dannatamente bisogno per salvarci o affonderemo tutti!!!!
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